Il Ticino è la tentazione meridionale della Svizzera: palme sulle rive del lago, villaggi in granito nelle valli strette, espresso in piazza e, sopra di tutto, strade che si arrampicano sui monti come sottili linee di matita. Per chi va in moto, il cantone non è un semplice tratto di passaggio verso l’Italia, ma una vera e propria destinazione di viaggio. Qui, in pochi chilometri, si vivono contrasti notevoli: luce alpina al Gottardo, calore mediterraneo a Lugano, gole selvagge in Val Verzasca e silenziosi castagneti sopra Bellinzona.
Perché il Ticino funziona così bene su due ruote
I tour in moto vivono di ritmo. Il Ticino lo offre con affidabilità. Le strade alternano ampie curve, tornanti brevi, passaggi stretti nei centri abitati e tratti lungo il lago, dove è meglio guardarsi attorno che avere fretta. Le distanze sono contenute, ma le impressioni sono grandi. Da Airolo a Locarno ci sono appena 70 chilometri, eppure dal punto di vista della guida sembrano mondi diversi: alta montagna, Leventina, Piano di Magadino e infine il Lago Maggiore.
Dal punto di vista meccanico, il terreno è generoso, ma non banale. Freni e pneumatici si scaldano nelle discese dei passi, soprattutto con bagagli o passeggero. Chi viaggia con una maxienduro pesante o una tourer dovrebbe usare consapevolmente il freno motore e non forzare ogni tornante con il freno anteriore. Le moto più piccole, per esempio una 500 o una 700, si adattano perfettamente al Ticino: potenza sufficiente, meno peso, più agilità sulle strade strette.
L’arrivo classico: Gottardo e Tremola
Dal nord, quasi nessun accesso al Ticino è più suggestivo del Gottardo. La strada moderna del passo è scorrevole e ben sviluppata. La storica Tremola, sul versante sud tra la cima del passo e Airolo, è invece una macchina del tempo fatta di pavé, tornanti stretti e muri di sostegno. Fu ampliata nel XIX secolo e oggi è considerata una delle opere stradali più famose delle Alpi.
"La Tremola non è un tratto da percorrere in fretta, ma da ricordare: ai tempi in cui viaggiare era ancora fatica." Sul bagnato, il pavé richiede rispetto. ABS e controllo di trazione aiutano, ma non sostituiscono un comando del gas dolce. Chi parte presto al mattino trova meno traffico e la luce più bella. In estate il Gottardo può essere molto trafficato; in quel caso, la pazienza vale più della voglia di sorpassare.Itinerario uno: Airolo, Leventina, Bellinzona
Dopo Airolo, la strada scende verso sud attraverso la Leventina. Molti la attraversano troppo in fretta. Meglio fermarsi a Giornico, uno dei più bei villaggi in pietra della valle, con chiese romaniche e vicoli scuri. Anche Bellinzona, capoluogo del Ticino, merita una visita: i tre castelli Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro fanno parte del patrimonio mondiale UNESCO. Pratico per chi viaggia in moto: ai margini del centro storico si trovano parcheggi abbastanza facilmente, ma è importante prestare molta attenzione alla segnaletica locale.
Da Bellinzona il tour si apre. Verso ovest attira Locarno, verso sud Lugano, verso est la strada in direzione del San Bernardino o della Mesolcina. Chi ha solo un fine settimana può proseguire fino a Locarno e usarla come base. Chi ha più tempo può organizzare il viaggio a raggiera: un giorno nelle valli, un giorno sui laghi, un giorno sui passi.
Val Verzasca e Vallemaggia: granito, acqua, pazienza
La Val Verzasca è famosa per l’acqua color smeraldo e per il ponte ad arco di pietra a Lavertezzo. La strada è stretta, molto frequentata dai turisti e non è il posto per fare gli eroi. Proprio qui sta il suo fascino. Si guida piano, si vede di più e si risparmia la pazienza di chi ci vive. Alla fine, a Sonogno, vi aspetta un villaggio che sembra aver lasciato la modernità fuori dal cartello d’ingresso.
La Vallemaggia è più ampia, più lunga e più rilassante da guidare. Da Locarno, passando per Ponte Brolla, fino a Cevio e poi verso Fusio, il percorso acquista un bel ritmo. La qualità dell’asfalto e la larghezza della strada variano, e i panorami su rocce e acqua possono distrarre. Quindi: fermarsi, guardare, ripartire. Sembra banale, ma è una delle regole più importanti di una buona pianificazione del tour.
Giro dei laghi con atmosfera italiana
Il Lago Maggiore e il Lago di Lugano danno al Ticino il suo lato più morbido. Ad Ascona, le moto stanno spesso accanto ai caffè, con le sedie orientate verso il sole. Le strade lungolago non sono sempre veloci, ma hanno un’atmosfera speciale. Tra Lugano, Morcote e Melide si incontrano ville, cipressi, curve strette e panorami che ricordano più la Lombardia che la Svizzera.
Morcote, eletto nel 2016 il più bel villaggio della Svizzera, è una sosta ideale. Tuttavia, i parcheggi sono pochi, soprattutto nei fine settimana. Meglio arrivare presto oppure lasciare la moto fuori dal centro e camminare per qualche minuto. Andare in moto in Ticino significa anche tenere conto della pressione turistica: entrare in punta di piedi, non lasciare il motore acceso al minimo per scaldarlo, rispettare i centri abitati.
Periodo migliore e regole pratiche
Il periodo migliore va di solito da maggio a ottobre. I passi più alti, come Gottardo, Nufenen o Lucomagno, possono restare chiusi fino a tarda primavera a seconda della neve; controllare lo stato dei passi è indispensabile. In piena estate, nelle valli fa caldo, mentre in quota vi aspetta aria fresca. Nel bagaglio non dovrebbe mancare una tuta antipioggia leggera, perché in montagna i temporali si formano rapidamente.
In Svizzera valgono regole di circolazione severe. Nei centri abitati il limite è di norma 50 km/h, fuori località 80 km/h, in autostrada 120 km/h. Chi usa l’autostrada deve avere una vignetta valida. Le luci anabbaglianti, rispettivamente le luci di marcia diurna, sono obbligatorie anche di giorno. Le multe per eccesso di velocità sono salate; in ogni caso, il Ticino premia molto più uno stile di guida fluido e pulito che la velocità pura.
La tappa giornaliera ideale
Un giro equilibrato parte da Locarno, attraversa la Val Verzasca fino a Sonogno, rientra verso Gordola, prosegue per Bellinzona e, su strade secondarie, si dirige verso Lugano. Dopo una pausa al lago, si rientra passando per Morcote e costeggiando il Lago di Lugano, a seconda del tempo anche attraverso il Piano di Magadino. Non sono chilometri infiniti, ma abbastanza curve, panorami e soste per riempire un’intera giornata.
"Il Ticino non è un territorio per chi ha fretta. È un cantone per scegliere la traiettoria giusta, bere un espresso e respirare profondamente prima della curva successiva." Alla fine resta l’impressione di una regione che prende sul serio chi va in moto, senza però assecondarlo ciecamente. Il Ticino richiede rispetto e premia la precisione. Chi guida pulito, parte presto e considera le pause non come interruzioni, ma come parte del viaggio, qui trova uno dei tour in moto più eleganti delle Alpi.



