Chi vuole vivere l’Irlanda in moto, prima o poi finisce sul Wild Atlantic Way. Questa rotta costiera è stata commercializzata ufficialmente da Fáilte Ireland nel 2014 e misura circa 2.500 chilometri. Si estende dalla penisola di Inishowen nel County Donegal fino a Kinsale nel County Cork. Per i motociclisti, è meno una classica strada panoramica e più un lungo dialogo con vento, sale, pecore, pioggia e luce. Ed è proprio qui che sta il suo fascino.
La rotta non è una gara
Sulla carta, il Wild Atlantic Way sembra una linea chiara. Nella pratica, è un intreccio di strade secondarie, deviazioni, tratti in traghetto e giri extra verso punti panoramici. Chi percorre il tragitto in cinque giorni l’ha visto, ma difficilmente l’ha capito. Più realistici sono dieci-quattordici giorni, soprattutto se non volete stare in sella ogni mattina e arrivare ogni sera esausti.
„Il Wild Atlantic Way non premia la velocità, ma l’attenzione.“
Questo vale in particolare sulle piccole strade R e sulle vie locali. L’asfalto può essere ruvido, rattoppato, ondulato o improvvisamente coperto di ghiaia. Dietro una gobba non è raro trovare un trattore, un’auto a noleggio sulla traiettoria sbagliata o un gregge di pecore. Per i motociclisti non è un avvertimento contro il viaggio, ma il suo vero carattere: qui si guida svegli, non in automatico.
Da Donegal verso sud: drammatico e solitario
Donegal è il miglior punto di partenza per chi ama un’Irlanda ruvida. Malin Head, spesso visitato come punto più a nord dell’isola, offre vento con forza. Più a ovest, le scogliere di Slieve League si innalzano dall’Atlantico fino a circa 600 metri. Sono più alte delle più famose Cliffs of Moher e, soprattutto con tempo variabile, sembrano meno turistiche e più selvagge.
Le strade nel Donegal possono essere strette, ma hanno ritmo. Una enduro da viaggio qui si trova bene, ma non è obbligatoria. Basta una moto da turismo di media cilindrata, una naked con una buona protezione dal tempo o persino una roadster classica, purché sospensioni, pneumatici e freni siano in ordine. Non conta la cilindrata, ma la calma.
Mayo, Galway e Clare: curve, torbiere, scogliere
Nel County Mayo vale la pena fare una deviazione verso Achill Island. L’Atlantic Drive e Keem Bay sono tra quelle immagini che poi non si riescono più a separare nettamente tra memoria e nostalgia. Più a sud, la rotta attraversa Connemara, un paesaggio fatto di torbiere, muretti in pietra e laghi. Qui l’Irlanda mostra il suo lato silenzioso: poco traffico, tanto cielo, a volte nessuna casa per minuti interi.
Galway è una buona tappa di riposo, se cercate un po’ di aria di città. Dopo, alle Cliffs of Moher, diventa più affollato. Le scogliere sono spettacolari, ma parcheggi e gruppi di autobus tolgono un po’ di solitudine al luogo. I motociclisti trovano spesso il momento migliore sulla penisola di Loop Head: meno folla, una forza atlantica simile, più spazio per respirare.
Kerry e Cork: belle, famose, a volte troppo piene
Il Ring of Kerry è famoso, e si nota. In stagione circolano pullman e auto a noleggio, con molti conducenti poco pratici della guida a sinistra. Chi parte presto o sceglie la variante più piccola dello Skellig Ring vive la regione in modo più intenso. La vista sulle Skellig Islands, con cielo limpido, è grandiosa; Skellig Michael è inoltre patrimonio UNESCO e storicamente importante per gli insediamenti monastici paleocristiani.
Nel County Cork la costa diventa più dolce, ma non meno interessante. Mizen Head, Sheep’s Head e infine Kinsale formano un finale degno. Kinsale stessa è colorata, benestante, forte dal punto di vista culinario e un ottimo posto per lasciare la moto. Dopo giorni in tuta antipioggia e nebbia salmastra, lì un semplice stufato di pesce ha il sapore del lusso.
Meteo: quattro stagioni in una mattina
La costa occidentale dell’Irlanda è dominata dall’Atlantico. Questo significa: temperature miti, molta umidità, cambiamenti rapidi del tempo. Il periodo migliore per viaggiare è di solito tra maggio e settembre. Giugno porta giornate lunghe, settembre spesso strade più tranquille. Luglio e agosto sono più affollati e più cari. La pioggia non è un imprevisto, ma parte della pianificazione.
L’equipaggiamento giusto fa la differenza per l’umore. Guanti impermeabili, un secondo paio di guanti, strati intermedi caldi e un colletto davvero ermetico sono più importanti dell’ultimissimo navigatore. Le manopole riscaldate non sono un lusso. Un gilet ad alta visibilità è pratico in caso di guasti nella nebbia. Chi viaggia con la catena dovrebbe avere con sé il lubrificante; sale, acqua e sporco agiscono in fretta.
Guida a sinistra e velocità: cambiare mentalità
Nella Repubblica d’Irlanda si usano i chilometri orari, in Irlanda del Nord le miglia orarie. Si guida a sinistra. Sembra semplice, ma richiede concentrazione soprattutto nelle rotonde, all’uscita dei distributori e dopo le pause. Molti errori non avvengono in marcia, ma nei primi 30 secondi dopo la partenza.
I limiti di velocità legali non sono sempre sensati da mantenere. Una strada di campagna può essere segnalata a 80 km/h e tuttavia tollerare solo 45 km/h. Chi arriva dalle Alpi deve cambiare approccio: la sfida non sta tanto nelle curve e nei passi, quanto in dossi poco visibili, siepi, punti umidi e fondi stradali variabili.
Pianificazione pratica per motociclisti
I traghetti per l’Irlanda partono, tra gli altri, da Francia, Galles e Inghilterra. Chi arriva dalla Svizzera o dalla Germania del sud spesso combina autostrada, traghetto e una prima notte vicino a Dublin, Rosslare o Cork. In Irlanda le prese elettriche sono di tipo G, quindi conviene portare un adattatore. Nella Repubblica si paga in euro, in Irlanda del Nord in sterline britanniche.
Gli alloggi andrebbero prenotati per tempo nelle regioni più richieste, soprattutto nei fine settimana. I piccoli B&B sono spesso adatti ai motociclisti, anche se non hanno un garage. Un telo coprimoto tranquillizza più per la pioggia e i gabbiani curiosi che per il furto; restano comunque valide le regole di base: bloccadisco, nessun oggetto di valore in vista, mai lasciare la chiave nel topcase.
La moto giusta
Il Wild Atlantic Way non richiede una moto speciale. Sono importanti pneumatici freschi con buon grip sul bagnato, pastiglie freno in ordine, luci funzionanti e una ciclistica che non risponda con nervosismo alle strade brutte. Un cavalletto centrale aiuta nella manutenzione della catena, un piattello per il cavalletto laterale su terreno morbido. Il bagaglio dovrebbe essere impermeabile, non solo resistente all’acqua.
Alla fine, l’Irlanda è una scuola di riduzione. Si guida più piano, si osserva meglio, si pianifica in modo meno rigido. Il Wild Atlantic Way non mostra ai motociclisti una strada perfetta, ma un’imperfezione perfetta: curve bagnate, aria salmastra, persone cordiali e quei momenti in cui l’Atlantico diventa improvvisamente argenteo. Allora si capisce perché non si è volato.




